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La pancia (e la testa) vuota dell'italiano medio a cui parla Salvini...

  • Immagine del redattore: Luca Chino Ferrari
    Luca Chino Ferrari
  • 7 lug 2018
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 30 ago 2021


"Lo scenario attuale è profondamente mutato. Il mondo dominato dal mercato è approdato alla forma integrale di demagogia, quella della mercificazione. Qui si è compiuto il grande salto dalla demagogia rozza, primitiva, demiurgicamente e arcaicamente affidata al superuomo di tipo mussoliniano formato sulle pagine di Le Bon e fiducioso nelle proprie capacità di fascinatore delle masse, alla demagogia anonima e capillare, totalizzante perché anonima: la mercificazione dei valori e la penetrante imposizione di pseudo-valori di facile assunzione, simboleggiati e potenziati dai media a diffusione capillare e a basso costo (il teleschermo di Orwell rimane una grande intuizione precorritrice), nonché dalle forme spettacolari-popolari a mobilitazione deviante (universo sportivo).

Andiamo verso società sempre più demagogiche perché è entrato da tempo in grave crisi (...) il modello di società a base ideologica. La manipolazione involgarente delle masse è la nuova forma di discorso demagogico. Proprio mentre sembra favorire, attraverso i media, l'alfabetizzazione di massa, esso produce (il paradosso è solo apparente) un basso e torvo livello culturale e un generale ottundimento della capacità critica (...). Si tratta dunque di una forma di demagogia altamente perfezionata, per ora non bisognosa della coercizione violenta di tipo paleo-fascista (...).

(...) Se infatti le odierne società demagogiche paiono aver raggiunto un equilibrio interno fondato sulla rimozione o canalizzazione del conflitto grazie agli strumenti massificanti della nuova demagogia, esse presentano tuttavia un fianco debole, anzi sono in pratica indifese, di fronte allo straripamento "terzomondiale" in direzione delle metropoli. Qui, per ora, la reazione della politica 'alta' appare incerta o inconsistente; ma la reazione 'bassa' (tollerata, quando non addirittura incoraggiata) è que del neo-razzismo, tanto più virulento quanto più sorgente dai ceti semi-proletari e sottoproletari delle metropoli (...). Il neo-razzismo aggressivo è dunque il terzo e più feroce ingrediente delle attuali società demagogiche."

(Luciano Canfora, "Demagogia", Sellerio 1993)

Franco Angeli, "Stelle" (1961).

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